Da bruco a farfalla…

Cambiamento, trasformazione, adattamento…
Questo è quello che in questi mesi ci viene chiesto a causa del poco simpatico virus che sembra trovarsi molto a suo agio nel nostro organismo e nel nostro mondo.
In quello che oggi è il mio 68esimo giorno di quarantena, ho deciso di celebrare la natura e la vita e di mostrarvi “una trasformazione d’eccellenza”.

Lo farò raccontando la mia esperienza con il kit per l’allevamento della farfalla macaone che, a inizio mese, ho deciso di acquistare dopo aver scoperto, non ricordo se su Instagram o Facebook, il sito di Smartbugs.

Gli insetti mi hanno sempre affascinato (ad eccezione delle zanzare), ricordo ancora le lezioni di scienze sui lombrichi e le farfalle e l’unico 8 in due anni, datomi dalla professoressa al liceo con tanto di complimenti.
Il processo per cui un simpatico bruchetto diventa una splendida farfalla, è qualcosa che non solo mi ha sempre stupito ma che ritengo senza alcun dubbio, una delle meravigliose “magie” della natura.

Seguire dal vivo questo processo e prendersi cura di questi piccoli esseri viventi, aiutandoli nel processo naturale di trasformazione, è stata un’esperienza che consiglierei in primis a chi ha bambini e sicuramente nelle scuole e poi a chiunque voglia scoprire da vicino, quanto è stupefacente il mondo che ci ospita.
Oltretutto il costo del kit non è assolutamente proibitivo e la soddisfazione di vedere, dopo circa 20 giorni, spiccare il volo una splendida farfalla, è emozionante e indimenticabile.

Basta parole, ora, come delle piccole “Alice”, seguitemi nel paese delle meraviglie dove scoprirete quella che potrà sembrarvi, pura magia…

Ed ecco i bruchi di MACAONE che il secondo giorno avevano deciso di stare attaccati al coperchio della “petri”

Nella petri che è “sterile” i bruchi devono rimanere fino a che non raggiungono circa 3 cm di lunghezza e la petri non va aperta!

Quando sono abbastanza grandicelli si inizia a preparargli la pappa!
Il kit contiene tutte le istruzioni per prepararla, non avendo io il microonde l’ho semplicemente scaldata in un pentolino e poi messa a raffreddare nell’apposita scatola.
(Da ora la pappa andrà conservata in frigorifero)

A questo punto, con la pappa pronta si costruisce la “cupola” che conterrà i bruchi fino a che non diventeranno crisalidi.
Qualche consiglio utile:
– la pappa io gliela ho cambiata ogni giorno
– ogni giorno ho rimosso gli escrementi aprendo la capsula evitando di toccare i bruchi e semplicemente inclinandola in modo che tutti gli escrementi si spostassero su un lato dove potevo toglierli con un cucchiaino.

I bruchi devono essere spostati con molta delicatezza e con gli appositi bastoncini!
Ovviamente ai miei bruchi ho dato un nome: Arturo, Gustavo e Cirillo, il più piccolino dei tre
Nel corso dei giorni i bruchi crescono e fanno più volte la muta…
Fino a che non sono pronti per fare la crisalide…

Attenzione, vi accorgerete che i bruchi sono pronti per trasformarsi in crisalide perchè qualche ora prima, in parole povere, gli viene un attacco di cagotto! Il liquido che rilasceranno nella capsula deve essere tolto perché non è altro che escremento. Il bruco infatti per poter iniziare quello che viene definito “impupamento” deve liberare l’intestino, questo gli permette di ridurre le sue dimensioni.
Subito dopo essersi liberato inizierà a girare per tutta la cupola cercando il posto giusto dove filare e attaccarsi.
Il primo che è diventato crisalide è stato Arturo… Una gran fatica trovare il posto giusto dove mettere su casa!

Arturo mentre prepara l’ancoraggio!
Una volta pronti a diventare crisalidi i bruchi smettono di mangiare e trovato il posto giusto dopo aver filato tutto il filabile si rimpiccioliscono e diventano più chiari.

Avrei voluto mostrarvi tutta la trasformazione in crisalide ma Arturo e Gustavo l’hanno fatto di notte (fastidio…) e Cirillo ha iniziato il processo nell’unico momento, naturalmente, in cui sono salita per andare in bagno!
Però il finale della svestizione sono riuscita a beccarla!

Una faticaccia anche liberarsi del vestitino da bruco…

A questo punto va preparata la casetta di sfarfallamento dove riporre le crisalidi.
Tenete presente che la crisalide deve asciugare almeno qualche ora ed è delicatissima, va staccata con molta pazienza e delicatezza perchè i fili di seta che la tengono ancorata alla capsula o, come nel caso di Cirillo a uno degli stecchini, sono resistentissimi. Se fate fatica a romperli tirando leggermente la crisalide potete tagliarli facendo sempre la massima attenzione, con una forbicina per le unghie.

Ok, ci siamo quasi, il lavoro più grosso è stato fatto! Segnatevi la data in cui sono diventati crisalidi perché ora dovrete solo aspettare, ci vogliono circa 14 giorni prima che la farfalla nasca e potete accorgervi che sta arrivando il momento, quando la crisalide diventerà talmente trasparente che potrete intravedere le ali.

Prima di mostrarvi la vera magia però, vi darò alcune info sulla farfalla Macaone:

Il macaone (P. machaon) è una farfalla appartenente alla famiglia dei Papilionidi. E’ una delle più grandi farfalle europee e considerata da molti come una delle più belle. Si tratta di una specie autoctona, presente su tutto il territorio italiano, che frequenta prati assolati prediligendo zone con clima mite. I suoi bruchi in natura si nutrono principalmente di Apiaceae selvatiche come ad esempio carota e finocchietto selvatici. Purtroppo, come altre farfalle, sta subendo un forte declino soprattutto a causa della scomparsa del suo habitat (prati incolti).

[Avete capito quindi perchè oltre alla bellissima esperienza che vivrete allevarle è un impegno anche verso l’ambiente?]

Se beccare il momento della trasformazione in crisalide è stato difficile, lo sarà ancora di più, cogliere al volo quei 30 secondi in cui la farfalla esce…
Ma stavolta mi ero preparata, mi sono piazzata la scatola di fianco e non l’ho mollata manco per andare in bagno!

Appena nata la farfalla, con una discreta fatica, cerca un punto dove “aggrapparsi” per distendere e far asciugare le ali, ci vogliono circa un paio d’ore perché la farfalla sia pronta per essere liberata.

E con un po’ di commozione e una punta di dispiacere Arturo, Gustavo e a breve Cirillo devono essere liberati…

Come vedete le farfalle appena nate sono piuttosto socievoli e vi permetteranno intanto che prendono confidenza con il mondo di scattare qualche bella foto che vi ricordi questa straordinaria esperienza.

Che dire infine?
E’ stato emozionante, stupefacente e incredibile.
Vivere questa esperienza dal vivo è qualcosa di unico benché tutti abbiamo studiato il processo a scuola.

Vi lascio quindi con una frase di Alda Merini che riassume non solo molto bene cosa si prova nel momento in cui la farfalla prende il volo ma che è una metafora del cambiamento che ognuno di noi può fare nella propria vita, nel momento in cui non è felice o semplicemente vuole esserlo di più.

“.. e se diventi farfalla nessuno più pensa a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali.”

7 pensieri su “Da bruco a farfalla…

  1. Ma è una esperienza unica !!!
    davvero importante soprattutto per un bambino anche se io ho seguito passo passo il tuo cammino.

    Passo l’indirizzo del tuo sito a mio nipote che ha due bambini di 10 e 6 anni lui sarà Certamente interessatissimo.

    Shera❤

      1. Ps. Io ho una piccola farfalla che vola sul polso sinistro e vi chiamo e all’amore delle farfalle di ferma Ness e mia madre che mi chiamava la sua farfallina per certi lati del mio carattere .
        Buona domenica

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