11 quadri della Pinacoteca di Brera per “raccontare” la pandemia

Complice la news del “biglietto/soci” che atterra come un asteroide sulla Pinacoteca di Brera, forse uno dei modi più “leggero” di raccontare la pandemia da covid-19 che ancora imperversa per il mondo, è quello di farlo con l’arte.

Essendo milanese, ovviamente, non potevo che scegliere quadri della Pinacoteca di Brera.

Ma prima la news.
Dal 15 settembre il prezzo del biglietto per visitare la pinacoteca rimane invariato ma comprende il tesseramento gratuito che garantirà l’accesso agli spazi museali per tre mesi oltre a molto altro.
Da gennaio infatti la tessera costerà quanto l’ex biglietto di ingresso e si potrà accedere a tutti i contenuti multimediali di Brera Plus+.
Questo cambiamento “rappresenta una trasformazione del concetto del museo e un’opportunità di avvicinarlo di più alla sua comunità. I visitatori non hanno una voce, ma i soci sì. Libertà è partecipazione”, ha sottolineato James Bradburne direttore della galleria e per queste ragioni, ha deciso di eliminare il concetto di biglietto, a vantaggio di quello di tessera, e quello di visitatore, che diventa così socio attivo.

La partecipazione è il focus centrale delle nuove iniziative della Pinacoteca: con Brera Plus+ che parte con due proposte in remoto.
Tutti potremo celebrare i 500 anni dalla morte di Raffaello con il 12 ottobre Performing Raffaello, e il 29 ottobre Nuove prospettive sulla prospettiva.
Per quanto riguarda invece il programma Brera/Musica, ogni terzo giovedì del mese, giovani concertisti suoneranno presso la Pinacoteca di Brera. Saranno anche disponibili due eventi in streaming, accessibili attraverso il sito ufficiale: il 19 ottobre omaggio a Brahms e il 21 novembre un concerto per famiglie per ricordare Rodari e Munari. 

Torniamo al nostro caro Covid e a quelle opere che secondo me, meglio rappresentano “le parole chiave” che hanno e stanno contraddistinguendo la pandemia…

1 – Dall’Oriente con furore

“Odalisca” di Francesco Hayez

Nell’Ottocento i viaggiatori importarono le odalische, avete presente vero? Quelle splendide donne segregate negli harem? Talmente belle e sensuali che diversi pittori le omaggiarono nei loro dipinti. Tra i quali Francesco Hayez che non è solo il pittore del famoso bacio.
Nel Novecento i pruriti ormonali lasciano il posto agli incubi delle epidemie e guarda caso, è in Oriente che si sviluppano.
Vedi l’asiatica del 1957, l’influenza di Hong Kong del 1968 e la Sars.
Fino a dicembre 2019, quando il coronavirus, fa la sua prima comparsa a Wuhan, in Cina. Il 7 gennaio, in caso qualcuno non lo ricordasse, le autorità cinesi confermano di aver identificato un nuovo tipo di virus, un coronavirus della stessa, poco simpatica famiglia, di cui fanno parte, tra gli altri, l’influenza, la Sars e la Mers.
Tanti saluti care odalische del nuovo millennio e tanti saluti anche al sesso (se non fra congiunti o affetti stabili come vedremo più avanti).
Il covid-19 si diffonde presto in altri paesi vicini e non conosce confini arrivando infine anche in Europa.
Ci arriva, proprio come per le odalische, tramite i viaggiatori…


2 – Morire soli

Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti” di Andrea Mantegna

Torniamo con questa straordinaria opera del Mantegna, al 21 febbraio 2020Mattia, un uomo di 38 anni residente a Codogno risulta positivo al coronavirus.
Nel giro di poche ore altre quattordici persone risultano contagiate e nello stesso giorno muore Adriano Trevisan, di 78 anni, residente a Vo’ Euganeo: è la prima vittima italiana per Covid-19.
Morirà solo nella terapia intensiva dell’ospedale di Schiavonia, a Padova e questo, purtroppo, sarà il destino di molti…
Il Covid-19 toglie le ultime carezze…


3 – “Sono stato fortunato”

“Allegoria della Fortuna” di Lorenzo Leombruno

“È fondamentale stare a casa e allontanarsi da propri cari e amici. La prevenzione è indispensabile! Non si può sapere chi è contagiato. Io sono stato molto fortunato, da questa malattia si può guarire”.
È il 23 marzo 2020 quando sempre Mattia, il paziente 1 di Codogno, esce dalla terapia intensiva e manda questo messaggio all’Italia.
La fortuna diventerà una delle parole più ricorrenti usate da giornalisti, scienziati e pazienti.
La si invoca un po’ per tutto, per scongiurare nuove ondate, per comunicare i numeri dei contagi, commentando le perdite e anche per testare l’efficacia di alcuni farmaci.

In questo dipinto, Lorenzo Leombruno, rappresenta proprio quelle figure che tanto ci hanno accompagnato in questi mesi: il sospetto, l’ignoranza, la frode, l’invidia, la calunnia e la verità.
E la fortuna?
La fortuna è la figura che domina tutti dall’alto, che si prende anche un po’ gioco di tutti gli altri e che dispensa favori e doni a suo totale piacimento.

“Chi disse ‘preferisco avere fortuna che talento’ percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no, e allora si perde” (CIT. Woody Allen, “Match Point”)

Ma se si perde in questo caso… son caxxi.


4 – I “negazionisti” come San Tommaso

Assunzione della Vergine” di Lorenzo Lotto

Il covid non ha scatenato, sfortunatamente, solo la fantasia degli artisti ma anche quella dei cosiddetti negazionisti.
Dai video su YouTube, che diffondono notizie false e registrano milioni di visualizzazioni, alle dichiarazioni sui social fino alle manifestazioni in piazza, non sono mancate nemmeno ventate di malsano scetticismo scientifico.

C’è chi non crede in nulla perché è più facile negare che accettare una realtà limitante e scomoda. Pertanto di mese in mese si sono moltiplicate persone con nessuna fiducia né conoscenza della scienza, altre che cercano ovunque “i segnali” di una supposta cospirazione mondiale.
Sono nate teorie fantascientifiche su eventuali malattie legate all’uso delle mascherine e il 5G è diventato vettore del covid…
Mancano solo gli alieni ma visto che secondo alcuni la terra è piatta, probabilmente saranno atterrati in Australia..
Il quadro che meglio rappresenta tutto questo è l’assunzione della Vergine di Lorenzo Lotto, peccato che dubito basteranno un paio di occhiali per tutti i San Tommaso di cui siamo circondati…


5 – “Uno dei rischi più grandi è l’imbarbarimento del vivere civile”

“Ritratto di Alessandro Manzoni” di Francesco Hayez

Come non citare Manzoni.
“Uno dei rischi più grandi è l’imbarbarimento del vivere civile”.
Lo ha scritto, in una bellissima lettera inviata ai suoi studenti e poi diventata virale, Domenico Squillace, il preside del liceo scientifico Volta di Milano il 26 febbraio, quando il governo ha chiuso le scuole in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Il Covid è diventato la “nuova peste” e Alessandro Manzoni torna di moda.
Nei “Promessi sposi” c’è tutto quello che stiamo rivivendo e che leggiamo oggi sui quotidiani: la pericolosità degli stranieri, lo scontro tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria.

Non so se ci sono stati dei nuovi “Promessi Sposi” ma di sicuro ogni lombardo, porta ormai, un invisibile marchio a fuoco che lo classifica come “untore”.

Manzoni ritratto da Francesco Hayez

6 – La Fuga

“Rissa in galleria” di Umberto Boccioni

Il 7 marzo 2020 la Lombardia diventa “zona rossa”, i casi di contagio sono in forte crescita e inizia a emergere il dramma della provincia bergamasca.
Qualche genio del male butta sui media una bozza del DPCM che prevede misure restrittive in tutta la regione.
A Garibaldi e alla stazione Centrale, più di cinquecento persone (altrettanto geniali) cercano di salire sugli ultimi convogli in partenza verso le regioni meridionali ancora prima della firma di Giuseppe Conte.
Meglio del dipinto di Umberto Boccioni non esiste nulla che rappresenti perfettamente la situazione venutasi a creare…


7 – Lockdown

“Triste presentimento” di Girolamo Induno

9 Marzo 2020, l’Italia si ferma.
Vengono sospese quasi tutte le attività produttive, chiusi i parchi, vietato lo sport se non nei pressi della propria abitazione.
Gli italiani resteranno chiusi in casa per tre mesi come la fanciulla ritratta da Girolamo Induno.
Per molti la casa si trasforma in una piccola prigione, le app di fitness l’unico possibile modo per scaricare la tensione, la caccia al lievito la missione più importante.


8 – “Scusate se sono crollata, ero stremata”

Testa recisa di San Giovanni Battista” di Marco Palmezzano

Elena Pagliarini, infermiera all’ospedale di Cremona, crolla dalla stanchezza durante il turno di lavoro con indosso camice, mascherina e guanti.
La foto, scattata da un collega alle 6 del mattino, fa il giro del mondo: diventa il simbolo della lotta contro il covid.
Infermiere e medici lottano senza sosta per salvare vite e l’immagine di Elena ricorda un’altra testa, quella di san Giovanni Battista ritratto da Marco Palmezzano.


9 – W lo smart working (ma anche no)

“San Pietro martire con i Santi Nicola di Bari e Benedetto” di Cima da Conegliano

Viene imposto lo smart working. Il lavoro di quasi due milioni di italiani si trasferisce dall’ufficio a casa. 
All’inizio la modalità agile viene accolta con entusiasmo per i suoi indubbi benefici (per la flessibilità di orari, perché si risparmia il tempo e i costi del tragitto e si evita di pranzare fuori) ma presto si fanno sentire gli effetti, arrivano le bollette di gas e luce, non esistono più pause e fare la spesa costa il doppio.
Tutto questo oltre ad almeno un’ora di lavoro in più al giorno in media. Personalmente vedo lo smart working come in questo san Pietro martire dipinto da Cima da Conegliano: una bella tegola sulla testa!


10 – La favola dei Congiunti

“Il bacio” di Francesco Hayez

Ed eccolo “Il Bacio” di Hayez!
Il 22 marzo un nuovo decreto del presidente del Consiglio vieta ai cittadini “di spostarsi in un Comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano”.
Divise, in alcuni casi, molte coppie vivranno a distanza anche per più di cinquanta giorni.
Niente sesso, gli amanti trascorrono la quarantena in solitudine e con… Il cuore spezzato.
(Ma PornHub regala l’abbonamento al servizio premium.)
Questo fino al 4 maggio, quando parte la Fase Due con il presidente del Consiglio, che comunica la possibilità di far visita ai familiari utilizzando la parola “congiunti”

Diventiamo tutti improvvisamente congiunti e anche se, dal governo arriva poi la precisazione: per “congiunti” si intendono “parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili” chi se ne frega, in fondo se risaliamo l’albero genealogico alla fine siamo tutti parenti.
Finalmente si torna ad abbracciarsi, baciarsi e t….


11 – La movida “casta e pura”

“Trittico di Camerino” di Carlo Crivelli

Dal 15 luglio le discoteche e le sale da ballo all’aperto hanno riaperto in tutta Italia.
Il 17 agosto sono state nuovamente chiuse.

Non ce la facciamo proprio, la “movida casta” è pura illusione.

Il nostro bisogno di “divertirci senza regole né pensieri” potrebbe però significare una nuova quarantena, con i compleanni festeggiati su Skype e gli aperitivi sui nuovi gruppi di Messenger.
E tanti saluti ai vestiti alla moda, al trucco, alla ritrovata parrucchiera… potremo fare come la Madonna dipinta da Carlo Crivelli, agghindata a festa ma chiusa fra 4 pareti…


E il vaccino?
Beh iniziamo a seguire le regole e sopravvivere, poi al quadro per il vaccino ci penso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...