Emozioni Mute

Progetto fotografico di Barbara Arioli e Andrea Giacoletto.

“La fotografia deve essere pensata”
CIT: Andrea Giacoletto

Un progetto fotografico è una “questione” un pochino più complessa rispetto a quella che ormai potrei osare definire “fotografia standard”.

Una fotografia può essere una bella o una brutta fotografia, nasce con l’inquadratura e lo scatto, termina con la pubblicazione o la stampa.

Un progetto nasce da un’idea, dal pensiero, attraversa i gironi della memoria, dell’esperienza, del confronto e del saper rischiare e/o volere cogliere la sfida, fra chi scatterà e chi starà davanti all’obbiettivo.
Un progetto attraversa fasi creative, strutturali, culturali, immaginative, relazionali, tecniche, di studio, di analisi, di pianificazione.

Emozioni Mute è un progetto il cui concepimento, annidamento, puerperio e travaglio è stato raccontato in questo post: Come nasce e cresce un progetto fotografico.

Qui lo sentirete: urlare, piangere, strapparsi i capelli, ridere, abbracciare la vita ed esplodere in tutte quelle sensazioni che lo contraddistinguono.

Emozioni Mute non è stato un progetto semplice.
Non lo è stato a livello di studio, non lo è stato a livello tecnico, non lo è stato nella gestione del suo timbro comunicativo.

Non è stato un progetto semplice perché Emozioni Mute è un racconto con un impatto emozionale intenso.
Non sono solo fotografie, sono sensazioni, emozioni, “parole non dette”, tremori, sospiri, paura, espressi attraverso il corpo e soprattutto attraverso LE MANI.

Un progetto il cui coinvolgimento dei due sceneggiatori e attori (fotografo e modella) doveva essere qualcosa di assolutamente professionale e controllato, che richiedeva una perfetta e rilassata interpretazione di un vero immaginato, ricordato, concordato e sentito a livello mentale da entrambi.
La sfida era arrivare al contatto fisico e all’assenza di distanziamento, con un distacco mentale che fosse talmente invisibile da non deturpare il messaggio.

Oltre i limiti degli shooting classici, fino a toccare persino il sottile confine dell’erotismo.
Il progetto in cui “devi immaginare di provare un orgasmo ma rilassata”, mantenere tutta la muscolatura contratta per restare diversi secondi in una posa, perché quella è la rappresentazione di una precisa sensazione.
Il progetto in cui ci si guarda negli occhi studiando al millimetro la posizione di corpo, mani, sguardo, colore, luce, ombra.

Emozioni Mute capite bene che richiedeva anche coraggio oltre a una fiducia e una professionalità che naturalmente come sappiamo bene e sentiamo spesso non è qualità o pensiero etico di molti.

Non dirò altro.
Lascio alle fotografie “parlarvi” e farvi provare a sentire.

(Per seguire la sequenza si consiglia la visione da desktop)

Incontro

Accettazione

Contatto

Costrizione

Liberazione

Conflitto

Desiderio

Abbandono

Libertà

Aprirsi al mondo

Barbara
IG @volevofare
FB Volevo Fare

Ph Andrea Giacoletto
IG @agiacol72
EMAIL agiacol72@gmail.com

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