Il “galateo” dei Social Network

Semplici regole di buona educazione e/o utilizzo dei Social network che tutti dovremmo seguire.

E’ oggettivo prendere atto che stiamo esagerando, se il troll e il “leone da tastiera” è presente fin dalla nascita dei Social Network in questi ultimi anni e con la pandemia, la diffusione di quella che è palese mancanza di educazione e rispetto verso il prossimo ha assunto proporzioni inimmaginabili.
E quando è troppo, è troppo.

Il vero problema è che noi immaginiamo i social network come una bolla nell’etere dove tutto viene concesso, tutto è possibile e tutto prima o poi viene dimenticato. Non c’è cosa più sbagliata perché ciò che accade in rete, resta, oserei dire “per sempre” e il nostro comportamento/atteggiamento ci espone molto di più al giudizio degli altri inclusivo di svariate etichette che porteremo poi a vita.
Voi potrete pensare che non ve ne freghi nulla in fondo perché tanto poi “fuori” siete diversi ma, avendo i social sostituito quasi del tutto la “pubblicità convenzionale” e essendo il luogo eletto a furor di popolo dove le persone oggi si icnotrano, se li utilizzate anche per lavoro (o avete i vostri responsabili, colleghi, clienti, fornitori tra gli amici) o per mostrare qualsiasi vostro “prodotto” capite bene che avere una pessima reputazione in quel contesto non giova sicuramente.

Proviamo per un attimo a pensare che i social siano un grande bar frequentato da persone di ogni tipo, tutti i giorni a tutte le ore e chiediamoci se in un contesto reale e “dal vivo” ci potremmo permettere quei comportamenti che spesso invece non abbiamo problemi a mostrare scrivendo su Facebook, postando su Instagram, chiaccherando su Clubhouse o Twittando senza alcuna remora.
Chiediamoci soprattutto se quello che noi facciamo in rete, se fatto in quello che possiamo chiamare un enorme “social bar” non provocherebbe come minimo il totale isolamento edulcorato da un bel “vaffa” e talvolta anche quattro sane pedate nel didietro.
Quel che è certo è che se ci immaginiamo il social trasposto nel reale, chi è seduto intorno a noi, di fronte a determinate situazioni si alzerà, se andrà altrove e non solo non tornerà ma probabilmente dirà a tutti i suoi amici e/o conoscenti che siamo persone a cui è meglio non avvicinarsi.
I social non sono esenti da gossip…

Il monitor ci protegge ma ascoltate una stupida, se siete usi a comportarvi da cavernicoli con tanto di clava sempre pronta, anche il web prima o dopo vi lascerà da soli.

Negli anni ho avuto modo di vedere diversi atteggiamenti e diversi approcci ai social network e per questo, mi permetto di darvi qualche indicazione su come sarebbe meglio utilizzarli.

FACEBOOK

  • Postare ogni sacrosantissimo giorno foto o gif animate col “buongiornissimo, kaffè” alla lunga diventa veramente irritante. Se proprio sentite il bisogno di farlo almeno mettete una bella foto che magari non sia il frutto del duro lavoro su word art di uno studente del 1990 e scrivetele due righe che mostrino che anche voi avete una materia grigia.
  • Postare ogni sacrosantissimo giorno post provocatori da eterni incazzati col mondo non vi rende particolarmente simpatici ne gradevoli da seguire, credetemi che esistono ancora cose belle da condividere (soprattutto in un periodo in cui ne abbiamo tutti bisogno)…
  • Salvo eccezioni, dubito fortemente che tutti quelli che commentano, anche con un certo fervore e pensando di avere la verità in tasca, determinati argomenti si siano laureati nella materia in questione.
    Nessuno dice che non si debba esprimere il proprio parere ma che sia un parere, avete presente quelle magiche paroline: “io penso che, è mio parere che”?
    Magari, se non è troppo chiedervelo, evitando di dare degli idioti (implicitamente o esplicitamente) a chi la pensa diversamente da voi perché se poi arriva un medico, uno psicologo, un avvocato, ecc, siete voi a fare la più pessima delle figure e tenete ben presente che, nella maggior parte dei casi, non potete sapere quanta competenza reale ha la persona che vi sta dicendo poi che sparate caxxate…
  • Stessa cosa dicasi per i giudizi o le prese di posizione. Ho letto un post la scorsa settimana in cui si arrivava a “insultare e denigrare” una modella solo perché tatuata. Il gusto è soggettivo e su questo non ci piove ma fra il dire: “hai dimenticato di tatuarti il cervello” o “io una così non la vorrei nemmeno vicino” e il dire: “non mi piacciono tutti quei tatuaggi”, “avrei preferito fosse meno tatuata”, “a mio gusto è troppo tatuata”, ci passa l’atlantico.
    Perché se poi, come accaduto, qualcuno vi risponde: visto il tuo profilo, beato te che hai così tanta gnocca da poter scegliere, ve la siete un po’ cercata e non potete nemmeno offendervi perché sarebbe anche peggio.
  • Sforzatevi, se possibile di utilizzare la lingua italiana, non dico che dovete essere tutti scrittori ma smettiamola con le K al posto delle C, dimenticando o peggio, aggiungendo H a caso, non riuscendo a costruire una frase di senso compiuto.
    Tutti abbiamo fatto almeno le elementari e pertanto, una frase semplice e grammaticamente corretta sappiamo scriverla se evitiamo di avere fretta e magari leggiamo quanto stiamo scrivendo.
    Ricordate che vi legge tutto il web e soprattutto esprimersi correttamente, permette di capire il vostro pensiero e non venire eventualmente anche costantemente fraintesi, cosa che poi da adito a infinite discussioni inutili.
  • Vale per Facebook ma in generale per tutti i social network, se veniamo citati è cosa buona rispondere almeno con un emoticons se proprio vi fa fatica scrivere.
  • Tornando per un attimo al primo punto, aggiungo che taggare tutti i propri amici nei vostri post invadendo così la loro bacheca è come entrare in casa loro e riempirli di “spazzatura”. Fortunatamente esiste il controllo dei tag.
  • Devo dirvelo io che Facebook non è un sito di dating o posso pensare che ci arriviate da soli?

INSTAGRAM

Ben inteso che ciò che ho scritto riguardo a Facebook vale anche per Instagram, addentriamoci un pochino di più nella specificità del social network.

  • Instagram è un social nato per la fotografia e, successivamente con le stories, per quello che dovrebbe essere lo storytelling. Evitare di postare soprattutto in queste ultime e con regolare assiduità: citazioni da baci perugina, i soliti buongiornissimi, selfie a profusione (tutti identici tra l’altro), parti intime coperte da un bollino, foto di gambe perfettamente depilate e nude anche in pieno inverno con -10 gradi, le stesse fotografie che postate nel feed senza alcuna spiegazione o approfondimento, 834 video di tik tok, quotidiane sessione di fitness con i muscoli in primo piano, credetemi che vi porterà più visibilità e non il “passa avanti” costante.
    CONTENUTO, ricordatevelo e ripetetevelo come un mantra, se non ne avete, evitate, è più sano e vi fa fare una figura migliore.
  • Le catene. Perché il “se reagisci a questa stories sceglierò la foto più bella e la repostero”, “hai messo like quindi ora metti una foto di quando avevi 7 anni e ti sei fatto la pupu’ addosso”, altro non sono che le nuove catene del web e personalmente nel dubbio di dovere postare o repostare qualcosa che di fatto non mi piace o non mi aggrada mi fa passare la voglia di reagire alle stories.
  • “Condividi il mio post e io condividerò il tuo”, “Salva il mio post”, “Alle 18 posterò una nuova foto”. Vi svelo un segreto, alle persone non gliene frega un tubo, se voglio condividere o salvare un post è perché trovano il contenuto interessante, se alle 18 sarò online vedrò il vostro post. Di certo, a meno che non si tratti di qualcosa di veramente utile e come sempre di contenuto, se alle 18 ho altro da fare non mi punto la sveglia per vedere il vostro post. Prima o dopo lo vedrò, algoritmo consentendo.
  • Se mi segui ti seguo. Ma anche no, ormai il numero di follower (vedi mio post sull’algoritmo) conta meno di nulla pertanto se i tuoi contenuti piacciono ti seguiranno, anche se tu non li segui, ma se posti fiorellini, gattini, tramonti e fotografie tecnicamente molto opinabili (per essere gentili) o che semplicemente non sono di proprio gusto, non vedo perché dovrebbero seguirti.
  • Sforzatevi anche in questo caso di scrivere due righe nella caption, è vero che il contenuto è soprattutto fotografico ma una riga di spiegazione o di approfondimento non costa nulla. Altrimenti la caption che ci sta a fare? Solo per riempirla di hashtag? Il tutto ovviamente magari in italiano/inglese/ecc corretto…
  • Al di là che come per Facebook continue menzioni su post “inutili” diventano un deterrente, se una persona vi menziona in una foto o stories postata, in quanto fotografo, soggetto o anche gruppo (chiedendo sempre il permesso se la foto non è propria), è cosa carina e buona educazione rispondere con un grazie e un like, non solo perché l’autore comunque ci ha messo del suo nella scelta o nello scatto ma anche perché chi guarda/legge, se non lo fate, penserà che siete il/la solito/a egocentrico/a che si crede “superiore” a tutti i comuni mortali che frequentano il social.
    Se siete Elon Musk potete anche evitarlo ma in linea generale una buona pubblicità della vostra “persona” (incluso profilo professionalità) non fa schifo a nessuno e del resto, vi costa proprio poco.
  • Commenti: tenendo ben presente che valgono anche qui le regole di un basilare rispetto, commentare in modo sensato e attinente, da valore al contenuto (ammesso che ce ne sia) ed è sempre gradito soprattutto se nella caption ci sono delle domande.
    Sono tutti capaci di buttare like a caso e a profusione tipo bot.
    Ho detto attinente, teniamolo presente, perché “bella foto”, “che scatto”, “wow”, soprattutto se inseriti in ogni post, mi fa pensare agli “instagram pods” di cui ho parlato in qualche stories in evidenza.
  • Direct message e commenti in generale. E’ cosa buona e giusta, cortesia ed educazione rispondere. A meno che non si tratti dell’ennesima fotografia “anatomica” delle parti intime, di spam di vario genere o di soggetti che hanno già dimostrato di scrivere solo e per darvi fastidio, visualizzare e non rispondere e’ come chiudere una porta in faccia… Nessuno pretende che rispondiate in real time o che abbiate sempre qualcosa da dire, a volte basta un like, a volte un grazie, altre volte una risposta più articolata. Siamo esseri umani ricordatelo e a nessuno piace il ghosting…
  • Repostare una foto o una stories in cui siete stati menzionati è altresì una cortesia che non costa nulla, sempre ammesso che non si tratti di qualcosa che potrebbe crearvi problemi… Cito ad esempio cause sociali, polemiche di vario tipo e natura, immagini equivocabili, ecc.
    E’ altresì vero che dovrebbe esserci buon senso nel menzionare…
  • Non partiamo sempre dal presupposto che se una persona posta fotografie, (vale soprattutto per il genere femminile che si tratti di modelle o meno) in cui diciamo non indossa una tuta da palombaro, sia una “facile” e vi autorizzi a pensare non solo che lo fa esclusivamente perché vuole mettersi in mostra ma anche perché è in cerca di sexting o roba simile.
    Spesso ci sono dei progetti fotografici alla base di quelle fotografie, perché come detto all’inizio Instagram dovrebbe essere un social fotografico.
    Detto questo, le donne non dovrebbero togliere immediatamente il follow perché passano così solo per quelle invidiose e gelose, gli uomini non dovrebbero sentirsi autorizzati a provarci con modi anche altamente discutibili.
  • Devo dirvelo io che Instagram non è un sito di dating o posso pensare che ci arriviate da soli?
  • Ultimo non pe rimportanza, “rubare” fotografie o utilizzare fotografie fatte da altri senza menzionare il fotografo è persino vietato dalle leggi sui copyright, fate voi…

CLUBHOUSE

Nuovo nato nel mondo dei social network su ClubHouse di parla, non si posta e pertanto le “regole” sono un pochino diverse seppure similari.
Qui vale pienamente la similitudine con il bar di introduzione a questo post.

  • Lasciare parlare tutti. Monopolizzare la conversazione (e ve lo dice una persona altamente logorroica che deve spesso imporsi di stare zitta) è maleducazione.
  • Evitare di alzare il tono di voce, di discutere, di contestare in modo arrogante, di dire sempre che non si è d’accordo qualsiasi sia l’argomento (il bastian contrario alla lunga è noioso e irritante), di fare regolarmente i maestri, di arrivare (sembrerebbe inutile dirlo ma accade) all’insulto o alla totale mancanza di rispetto con frasi inappropriate, dovrebbe essere chiarissimo a tutti ma pare non lo sia.
  • Nelle stanze tematiche ha pienamente senso cercare di mantenere il “tema” ed è buon senso comune cercare di rispettarlo ma due battute o quei 5 minuti di cazzeggio non dovrebbero essere redarguiti perché ricordiamoci che siamo pur sempre esseri umani.
  • Non dovrebbe essere redarguito nemmeno il citare altre stanze perché cari moderatori non è così che vi tenete quella che ritenete essere la “vostra” utenza. E’ altamente più probabile che se a una persona vengono posti troppi vincoli e troppe regole, essendo pur sempre un social e un luogo di aggregazione e condivisione, scappi a gambe levate.
  • Pingare è lecito ma escludere se uno non risponde al ping è fastidioso.
    Ricordate che tutti hanno una vita, verissimo che in questo momento siamo parecchio chiusi in casa ma magari stiamo preparando la pizza o dando da mangiare ai gatti…
  • Su Clubhouse che tu sia la Regina Elisabetta, un operaio metalmeccanico o la Desperate Housewife del giorno, è la stessa cosa, siamo tutti persone con la propria cultura, il proprio background, esperienza, e tutti abbiamo domande o possiamo avere risposte, pertanto l’egocentrismo lasciamolo fuori perché tutti possiamo insegnare e imparare qualcosa.
    In teoria il social è nato proprio per CONDIVIDERE e anche questa parola andrebbe ripetuta come un mantra.

Eviterei TWITTER che in Italia è poco utilizzato se non da politici e giornalisti in vena polemica o provocatoria.
TWITCH purtroppo ancora non lo conosco, TIK TOK è un mondo a parte in cui però valgono più o meno le stesse “regole” con un’attenzione maggiore perché frequentato da un gran numero di minori.
Da questi atteggiamenti malsani e modi di utilizzo opinabili, si salva PINTEREST perché di fatto è quasi del tutto puro contenuto.

Dei gruppi WHATSAPP, MESSENGER, TELEGRAM che in parte possono ricadere nel calderone dei social network, ne parlerò un’altra volta.

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